Rivista di Lugano, 31. 3. '07
Di Adriano Morandi
Tutta la drammaticità dei nostri tempi
nella «nuova» Via Crucis di Pericle Patocchi
Un singolare progetto musicale multimediale e interdisciplinare del maestro e compositore Walter Zweifel-Patocchi di Aranno
L'opera venne pubblicata per la prima volta a Lugano nel 1967.
Le poesie, nella lingua originale francese, sono accompagnate da musiche per violoncello, oboe, organo e percussioni, eseguite magistralmente dal Gruppo vocale Cantemus, diretto dal maestro Luigi Marzola. Suoni di campane e altri sintetici, realizzati col computer.
Quattordici acqueforti del pittore ticinese Mario Marioni accompagnavano le poesie.
Da dieci lunghi anni, il compositore malcantonese Walter Zweifel-Patocchi - con l'aiuto della moglie Laura e di alcuni stretti collaboratori, tra cui il maestro Luigi Marzola, nonché con la preziosa assistenza di don Walter Fontana - sta lavorando ad un progetto grandioso, musicare e portar sulle scene la celebre Via Crucis di Pericle Patocchi. Si tratta di 14 poesie scritte in francese, tradotte dal poeta italiano Salvatore Quasimodo e pubblicate per la prima volta nel 1967 dall'editore Giulio Topi di Lugano. I testi, in francese e italiano, sono accompagnati da 14 acqueforti del pittore ticinese Mario Marioni (vedi sopra). Il titolo originale della singolare Via Crucis di Pericle Patocchi è Chemin de croix. Nelle 14 stazioni Cristo non appare mai, poiché ha lasciato il posto ai poveri e agli oppressi di questa Terra, vittime delle ingiustizie e dei soprusi che continuano nel tempo. Con queste parole Pericle Patocchi introduceva la sua Via Crucis: «Gli uomini continuano a condannare, a tormentare, a uccidere Cristo nell'anima e nella carne del loro simili. Carnefici gli uni degli altri non riescono comunque a uccidere l'amore».
A Milano, Salvatore Quasimodo intuisce la grandezza dei versi che introducono le stazioni di quella Via Crucis e chiede a Patocchi di poterli tradurre in italiano. Nasce così una Via Crucis particolare, fatta di collaborazione e di amicizia tra due grandi personaggi della vita culturale di quel tempo (vedi foto nell'altra pagina, in alto). Ora, a distanza di 40 anni dalla pubblicazione dell'originale e per un certo senso drammatica Via Crucis di Pericle Patocchi, Walter Zweifel-Patocchi vuole riproporre - in chiave moderna (se così si può dire) -
quest'opera che rimane intatta nel tempo, con tutta la sua forza, il suo dolore, la sua denuncia.
Il lungo, certosino lavoro del grande compositore malcantonese è iniziato ben dieci anni fa. Raccolta di testi, dapprima, e studio storico, poi musiche, arrangiamenti, abbinamenti di elementi antichi e moderni, lo studio del mistero della morte e del dolore nelle varie religioni, le forme della Via Crucis lungo i secoli del Cristianesimo. Tutto è stato pazientemente e attentamente vagliato. L'opera sarà multimediale e composta da recite, musiche e immagini. L'intento è di utilizzare le varie espressioni artistiche per dare la possibilità a giovani talenti di interpretare un'opera a sfondo sociale, partecipandovi con la propria coscienza e sensibilità. Ciò richiede introspezione, riflessione, percettibilità, oltre che da lontananza da visioni o intenti commerciali. Un grande aiuto per questo lavoro iniziale di preparazione, il maestro l'ha avuto dalla moglie Laura, dal maestro Luigi Marzola e dalla famiglia Patocchi, che lo ha seguito ed assistito in tutti i modi.
L'opera è orientata su elementi musicali barocchi, classici e impressionistici della musica sacra. Gli strumenti sono il violoncello, l'oboe, l'organo e le percussioni. Da aggiungere ritmi ed effetti ambientali computerizzati e una recitazione in lingua originale francese delle poesie. I suoni sintetici realizzati col computer, altri effetti sonori (come il suono delle campane, ad esempio) si uniscono e si fondono organicamente con quelli prodotti dagli strumenti classici e con le voci del coro. Le composizioni musicali, dopo anni di lavoro, sono pressoché terminate. Vi è, rispetto all'opera originale di Patocchi, un'aggiunta, ed è la quindicesima stazione, la Resurrezione, celebrata solennemente con canti e suoni.
Come già detto, mentre la Via Crucis delle chiese o dei viali che conducono ai santuari rappresentano episodi della passione di nostro Signore, nelle stazioni della Via Crucis di Pericle Patocchi questi episodi vengono traslati nella presentazione dell'uomo sofferente. Ogni stazione è una storia e una Via Crucis a sa. Ecco alcuni esempi di versi delle stazioni della Via Crucis, scritti da Pericle Patocchi in francese e tradotti, come detto, dal poeta Salvatore Quasimodo:
«Se qualcuno deve soffrire/ meglio lui di me/ meglio i suoi figli che i miei/ nel paese della fame/ una foresta di braccia/ che si aprono in croce». «Nel cuore della festa/ un uomo è caduto/ tu passi/ non si deve guardare/ la miseria degli altri/ chi si ferma/ finisce in un vicolo cieco». «C'è sempre una donna molto pallida/ in cima all'arena/ dove vibrano le fruste/ la paura/ è un agguato nel nostro ventre/ la pietà/ ha il volto delle madri». «Al di là dei pizzi sotto l'oro/ delle luci sciolte/ nella bruma/ una forma/ umana è crollata/ il disco gira/ le pellicce/ entrano nel tepore/ e la porta girevole si chiude». «C'erano molte donne/ lungo il viale/ e passavano/ vetture della croce rossa/ le sirene/ foravano il carrilon di Notre-Dame/ e fiammeggiavano i caschi alle luci/ delle vetrine/ si gridava/ il bollettino delle vittorie». « Per la terza volta/ l'uomo superò la soglia/ della sala bianca/ il sangue/ colava sul pavimento/ dell'ospedale/ la madre/ restò davanti alla porta/ trasparente».
Il coro è formato dal validissimo Gruppo vocale Cantemus, fondato nel 1979 e diretto ora da Luigi Marzola, sensibile, dinamico e validissimo direttore di coro e docente di direzione corale presso la sezione professionale del Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano nonché maestro accompagnatore al pianoforte presso il Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano.
Impegnativo, in questo grande lavoro, anche il fattore finanziario. Occorreranno circa 70 mila franchi per portare a termine l'opera. Il maestro Walter Zweifel-Patocchi e i suoi collaboratori si prefiggono, a partire dall'autunno di
quest'anno, di produrre un CD, stampare un fascicolo con i testi e le immagini dei disegni originali di Mario Marioni e tenere, in Svizzera e all'estero, dei concerti multimediali-interattivi (della durata di circa 75 minuti). L'augurio è che per una simile opera si trovi qualche valido sostenitore. /Per informazioni: Walter Zweifel-Patocchi, Aranno, te. 901 609 20 62 (e-mail: umarnab@bluewin.ch).
Pericle Patocchi - È nato a Lugano l'11 marzo del 1911. Il padre si dilettava in pittura alpestre, suo cugino Aldo Patocchi era un affermato xilografo. Perde la mamma a 10 anni. Studia a Varese, Milano e a Sion, in collegio. Durante le vacanze lavora con Aligi Sassu, Carlo Carrà, Martinetti e Aldo Palazzeschi. Scrive a 18 anni le sue prime poesie, poi pubblicate sotto il titolo di «Primo sole». Dal 1931 al 1935 vive a Ginevra, dove studia all'università e collabora con la rivista «Présence». Ottenuta la licenza in scienze sociali, si iscrive all'Università di Friborgo in lettere. Insegna, dopo l'ottenimento della licenza, alla Commercio di Bellinzona. Pubblica intanto altre raccolte di poesie, tra cui «Colombes délivrées» che gli vale il premio Schiller. A Locarno pubblica l'unica raccolta di poesie in italiano, sotto il titolo «Nella chiara profondità». Insegna al liceo di Lugano. A metà degli anni Cinquanta, fa amicizia a Milano con Salvatore Quasimodo, di cui traduce in francese una settantina di poesie. Dal canto suo, Salvatore Quasimodo tradurrà in italiano, dal francese, le quattordici poesie di Pericle Patocchi., «Chemin de Croix». Muore nell'aprile del 1968 a Loèche Les Bains.
Mario Marioni - Nasce a Milano il 2 settembre 1910. Il padre, Federico Marioni (1866-1938), proviene da Claro e ha un ben avviato atelier calcografico, che il figlio Mario frequenta fin da bambino. È in quel laboratorio che Mario conosce e vede operare vari artisti attivi a Milano nel primo Novecento. Per la pittura è allievo di Giovanni Lentini. Giovanissimo, partecipa ad alcune mostre collettive a Milano e Genova. Dal 1943 al 1950 Mario Marioni vive e lavora a Lugano, dove collabora quale pittore e saggista con alcuni giornali e riviste ticinesi. Nel 1946 tiene a Lugano la sua prima mostra personale, alla quale ne seguiranno una decina d'altre, in Italia e in Ticino. Tornato a Milano, lavora per l'editore Luigi Filippo Bolaffio, il quale allestisce anche due mostre personali dell'incisore e pittore Marioni. Negli anni Ottanta, abbandona l'attività di pittore e di incisore in seguito a gravi problemi di vista. Muore all'ospedale «Beata Vergine» di Mendrisio il 18 marzo 1987.
Walter Zweifel-Patocchi - Proviene dal Canton Berna il maestro, compositore e produttore Walter Zweifel-Patocchi. È infatti nato a Hasle il 4 aprile 1955. Dopo gli studi nei Conservatori di Winterthur e di Zurigo, insegna pianoforte e organo in vari ordini di suola. Negli anni 1981-82 inizia la sua prima tournée europea come musicista e attore con il gruppo «Bumper to Bumper». Dal 1984 è collaboratore fisso al «Paradise Studio» a Monaco di Baviera. Produttore, arrangiatore, fonico e compositore Walter Zweifer-Patocchi ha lavorato un po' ovunque in Europa e nel mondo (Toronto, Parigi, Basilea, Zurigo, Roma, per citare solo le principali tappe del suo cammino professionale). Diventato «malcantonese» dopo il matrimonio con Laura Patocchi, il maestro ha lavorato moltissimo per la salvaguardia dei canti liturgici e profani della nostra tradizione popolare (compresi i Vespri e la Messa in gregoriano). Famosissimo anche il suo concerto per le campane di Aranno. Da dieci anni a questa parte, Walter Zweifel-Patocchi sta lavorando al progetto «Via Crucis».

